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Smishing: i suggerimenti del Garante per proteggersi dal phishing che sfrutta SMS e messaggistica

Lo Smishing (o phishing tramite SMS) è una forma di truffa che utilizza messaggi di testo e sistemi di messaggistica (compresi quelli delle piattaforme social media) per appropriarsi di dati personali a fini illeciti (ad esempio, per poi sottrarre denaro da conti e carte di credito).

Asia scritto da Asia
26 Novembre 2025
in Atti & Documenti, Data Protection & Privacy
Tempo di lettura: 4 minuti
0
Smishing: i suggerimenti del Garante per proteggersi dal phishing che sfrutta SMS e messaggistica

I messaggi di smishing invitano i destinatari a compiere azioni (cliccare link, ecc.) o fornire informazioni con urgenza, per non rischiare danni (es: blocco di utenze, blocco della carta di credito o del conto) o sanzioni.

I truffatori (“smisher”) inviano ad esempio messaggi per chiedere ad esempio alle vittime di:

– cliccare un link che conduce ad un form online in cui inserire dati personali, dati bancari o della carta di credito, ecc.. Il link da cliccare può anche essere utilizzato per installare sullo smartphone della vittima programmi malevoli capaci di carpire dati personali conservati sul dispositivo o addirittura in grado di accedere alle app e ai programmi con cui si gestiscono Internet banking, carte di credito, ecc.;

– scaricare un allegato che può contenere programmi malevoli capaci di prendere il controllo dello smartphone o accedere ai dati in esso contenuti;

– rispondere ai messaggi ricevuti inviando dati personali (il codice fiscale, il PIN del Bancomat o quello utilizzato per l’Internet banking, il numero della carta, il codice di sicurezza della carta, i dati dell’OTP cioè della password temporanea per eseguire operazioni sul conto bancario e sulla carta di credito, ecc.);

– chiamare un numero di telefono, dove poi un finto operatore o un sistema automatizzato chiedono di fornire informazioni di vario tipo, compresi dati bancari e/o della carta di credito.

PERCHÉ LO SMISHING É COSÌ PERICOLOSO?

Gli smisher fanno leva sul timore legato ad un rischio incombente per convincere le vittime ad abbassare il livello di prudenza e a reagire d’impulso.
Meglio quindi diffidare dei messaggi che hanno toni ultimativi e intimidatori o che spingono ad agire con fretta e urgenza.

Ecco alcuni esempi di messaggi da valutare con particolare attenzione e cautela:

• una banca o un gestore di carte di credito o una società di recupero crediti che segnalano un account compromesso, generici problemi tecnici o anomalie sul conto bancario o sulla carta di credito, da verificare urgentemente, ecc.;
• offerte di sconti straordinari su beni e servizi, o anche proposte di ricariche telefoniche da effettuare subito a costi incredibilmente vantaggiosi;
• fornitori di beni o servizi che segnalano bollette o rate non pagate da saldare con urgenza; pacchi, lettere o raccomandate da ritirare o che si ha difficoltà a consegnare, ecc.;
• amministrazioni pubbliche che segnalano la necessità di fornire dati, sanzioni da pagare (multe, cartelle esattoriali), anomalie da verificare, ecc.;
• piattaforme che offrono servizi di social media o di messagistica che segnalano una violazione dell’account personale e chiedono di fornire dati e/o compiere determinate azioni (cliccare link, compilare form, chiamare numeri o inviare messaggi, ecc.).

Come difendersi?

Non comunicare mai dati e informazioni personali o dati come codici di accesso, PIN, password, dati bancari e della carta di credito a sconosciuti. In ogni caso, occorre ricordare che istituzioni e banche non richiedono di fornire dati personali tramite SMS o messaggistica istantanea, specie se si tratta di informazioni come PIN, password, codici di autorizzazione, ecc., che, di solito, loro stessi ci invitano a mantenere strettamente riservate.

In generale, meglio NON conservare le credenziali (password, PIN, codici) di dati bancari o della carta di credito sullo smartphone. In caso di intrusioni informatiche sul dispositivo (tramite malware, ad esempio), questi dati potrebbero infatti essere facilmente sottratti.

Per proteggere i conti bancari e carte di credito è bene controllare spesso le movimentazioni ed eventualmente attivare sistemi di alert automatico che avvisano l’utente di ogni operazione effettuata.

Se si ha il dubbio di essere stati vittime di smishing, con il furto di credenziali del conto bancario o della carta di credito, è consigliabile contattare al più presto la banca o il gestore della carta di credito attraverso i canali di comunicazione conosciuti e affidabili per segnalare la truffa e chiedere di attivare le necessarie misure di protezione.

Se si ricevono messaggi da sconosciuti, non cliccare sui link in essi contenuti e non aprire eventuali allegati: potrebbero contenere virus o programmi capaci di prendere il controllo di computer e smartphone. Stessa accortezza con i messaggi che provengono da numerazioni anomale o particolari (ad esempio: numeri con poche cifre), oppure da utenze identificate da un nome con il numero nascosto. In questi casi è sempre bene fermarsi a riflettere, prestando la massima attenzione al contenuto e al mittente del messaggio.

Può anche capitare che il truffatore abbia preso il controllo del dispositivo e/o del numero di un nostro conoscente o di un soggetto (amministrazione, impresa, ecc.) con cui abbiamo rapporti o pratiche in corso (si parla in questo caso di “spoofing”) e che li usi per ingannarci.
In questo caso si possono mettere in pratica alcune precauzioni:

– verificare se il testo presenta anomalie, come errori linguistici, grammaticali, lessicali, ecc., che spesso sono indizi di smishing;
– chiedersi se davvero un nostro conoscente o un soggetto con cui abbiamo rapporti (amministrazione, impresa, ecc.) farebbe certe richieste (ad esempio: richieste di soldi via SMS) e nel caso contattarlo su canali affidabili per chiedere conferma.

Se si ricevono messaggi che invitano a richiamare determinati numeri di aziende o istituzioni, controllare SEMPRE prima se tali numeri corrispondono a quelli ufficiali (ad esempio consultando i siti web istituzionali). Per estrema sicurezza, invece di contattare i numeri ricevuti, ci si può rivolgere al centralino o all’URP dell’azienda o dell’istituzione chiendendo di farsi mettere in contatto con l’ufficio che dovrebbe aver inviato il messaggio.

Se si ha il dubbio di essere stati vittime di smishing (e in generale di phishing) riguardo dati bancari e/o della carta di credito, è consigliabile contattare immediatamente la banca o il gestore della carta di credito attraverso canali di comunicazione conosciuti e affidabili per segnalare l’accaduto e, in caso di sottrazione di denaro, richiedere il blocco delle transazioni. In questa seconda ipotesi, si può anche segnalare la truffa subita alle autorità di polizia.

Articolo: Smishing: i suggerimenti del Garante per proteggersi dal phishing che sfrutta SMS e messaggistica.

 

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Tags: corporate forensicscybersecuritydecretoDIRETTIVAe-mailgestione del rischioNIS2posta elettronica
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